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Cosa accade al tempo quando si diventa madri? E cosa resta della donna, della scrittrice, dell’intellettuale femminista quando il corpo diviene puro nutrimento per un’altra vita e il mondo sembra restringersi fino a coincidere con le necessità di un bambino?
Con una prosa disinibita, febbrile e sorprendentemente lucida, Rosalyn D’Mello attraversa il primo periodo della maternità ricavandone un’indagine radicale sul tempo, sul desiderio, sul linguaggio e sull’identità plurima. Dalla frammentarietà di giornate scandite dall’allattamento e da sonni spezzati, dalla dedizione assoluta e da continue interruzioni, trae lo spunto per riflettere sulla memoria, l’amore, l’esperienza straniante della migrazione, il razzismo quotidiano, i vincoli della società patriarcale, la cucina come patrimonio affettivo e sensoriale, e il bisogno, mai sopito, di continuare a scrivere.
Né diario né saggio, né cronaca né memoir, Il tempo rubato è un testo che inventa la propria forma mentre procede. Un’opera inquieta, colta e profondamente vitale, in cui pensiero ed emozione, corpo e coscienza si alimentano a vicenda. Il risultato è una voce di rara intensità, capace di trasformare la narrazione più intima e privata in una meditazione universale: come rimanere fedeli a se stessi mentre si impara, giorno dopo giorno, a prendersi cura di un altro essere umano. E come la scrittura possa essere un gesto di custodia, un atto di libertà, il modo più ostinato di “rubare” e abitare il tempo.
Recensioni:
Tra le voci essenziali del nostro presente, Rosalyn D'Mello esplora, intrecciandoli, i temi della maternità e della migrazione con la sua tipica audacia e originalità.
Nilanjana Roy, autrice e membro della giuria International Booker Prize 2026
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